Non chiamatelo solo Carnevale

Aspettando il Carnevale ma non chiamatelo solo carnevale.

Mancano pochissimi giorni all’inizio del Carnevale di Foiano della Chiana e le trasformazioni sono ormai in atto. Tutte le case del centro ma anche molte di quelle in periferia, appendono le bandiere che colorano questo paese nato già come un arcobaleno, la musica in filodiffusione riempie le giornate di chi si trova a passare per le viuzze e le piazze, i cantieri sono sigillati e pieni di gente giorno e notte che si prodiga al massimo per completare l’opera, le sarte si affaccendano con orli, tagli, lustrini e chincaglierie di ogni genere per rendere gli abiti il più esplosivi possibile e il Comitato si appresta ad ultimare i dettagli di quella che sarà la grande festa annuale, sempre la stessa da 480 anni e sempre diversa. Noi siamo qui, ad aspettare la sorpresa. http://www.carnevaledifoiano.it/

Il primo momento di estrema tensione, simile a quando da bambino stavi per scartare il regalo agognato per un anno intero, è l’apertura degli uscioni.

Alle 10:00 della mattina della prima domenica di carnevale, tutti si riuniscono, indossando i colori di appartenenza (Biancorosso per Bombolo, Biancoblu per i Rustici, Giallonero per i Nottambuli e Azzurro per gli Azzurri), nella piazza dei cantieri per attendere con reale apprensione l’apertura delle giganti porte scorrevoli che presenterà l’Opera ai paesani. Come vorrei avere un vocabolario adeguato per spiegarvi a parole l’emozione di quel momento! Ma non posso, potreste solo provare a venire a vedere e almeno intuire quello di cui con tanto sforzo provo a raccontarvi.

Una folla immensa e bisbigliante rimane in attesa di vedere i carri e valutare se per quell’anno ci sono possibilità di vittoria oppure se il proprio cantiere rischia la sconfitta. Ovviamente questi pensieri sono tassativamente intimi e personali perché pubblicamente ognuno difende sempre e comunque il proprio operato a costo di dire cose assurde e senza senso.

Ad un certo punto, inizia a crearsi uno spazio davanti al cantiere che è stato estratto a sorte per essere il primo a sfilare e quindi anche il primo a farsi vedere. L’immensa folla si ammutolisce e gli sguardi sono tutti rivolti in un’unica direzione. Da dentro l’enorme capannone si sente partire una musica ad altissimo volume e lentamente, con pazienza calcolata e con la delicatezza con cui appoggeresti la coperta sopra ad un bambino, il portone (l’uscione) si apre come un sipario, dal centro verso i lati. Spesso esce fumo, colorato o bianco, oppure una bandiera grande quanto tutto l’ingresso, alcune volte sono volati palloncini, insomma, ognuno si inventa qualcosa per prolungare l’attesa, per rendere tutto ancora più suggestivo di quanto già non sia e poi…ecco che si intravedono le prime figure, i primi colori e i primi movimenti. Gli occhi di chi ci ha lavorato si illuminano di gioia e di terrore perché se da un lato c’è finalmente l’orgoglio di poter mostrare a tutti il grande capolavoro, dall’altra c’è la fondata incertezza del “funzionerà davvero? Si muove come avevamo immaginato?”. Si, perché fino a quel momento NESSUNO ha potuto provare veramente e completamente i movimenti. Il carro “in espansione massima” diciamo cosi, non entra dentro il capannone quindi per vedere tutto il gigante muoversi vengono fatte delle brevissime e segretissime uscite notturne molto difficili da realizzare e di breve durata. Ripeto, il lavoro deve rimanere segreto fino all’apertura pubblica degli uscioni quindi come altro potrebbero fare?

Finalmente però ci siamo, il tempo è scaduto e ci si deve presentare alla folla che chiaramente comincia a scambiarsi sguardi e ammiccamenti per condividere felicità o paura.
Questa valanga immane di emozioni e pensieri si ripete per 4 volte, nessuna esclusa finché tutti e 4 i carri non sono in fila sulla piazza per avviarsi verso il paese.

Il secondo momento di estasi e panico (non uso termini eccessivi, giuro) avviene alle 14:30 in Piazza Fra’ Benedetto. Lì c’è un balcone nel quale sarà posizionata la giuria. La Giuria.

La giuria è composta da 5 professionisti, invitati a questo ruolo dal presidente del comitato del carnevale: uno scultore, un pittore, uno scenografo, un critico d’arte e un giornalista. Devono risiedere e operare al di fuori di un raggio di 130 km da Foiano e soltanto il presidente del comitato può avere contatti con loro, nessun altro deve essere a conoscenza delle loro identità fino alla presentazione dei carri. Dopo che avranno visto i carri sfilare (per due volte), dovranno emettere un giudizio dando un voto da 1 a 5 e un’argomentazione a tale voto. I voti dei giurati verranno immediatamente ritirati dalle mani di un notaio che ne garantirà la segretezza e li conserverà sigillati fino alla fine della manifestazione.

La prima domenica di Carnevale comincia alle 10:00 e finisce alle 18:00 (per i comuni mortali) ma sono 8 ore estenuanti a livello emotivo e mentale, così tanto che quando torni a casa sei sfinito e hai bisogno solo del brodino caldo che “ti sistema” lo stomaco e un letto morbido dove affondare per rilassarsi finalmente dopo un anno di duro lavoro. Questa è soltanto la prima domenica.

E voi, volete davvero chiamarlo solo Carnevale?

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